Riotta,dove sei ?
Sapete benissimo che dopo aver lavorato 40 anni nei giornali si può tranquillamente dire di essere “drogati d’informazione".
Dunque al mattino leggo “La Repubblica” e trovo un’intervista al Sindaco Alemanno
Sindaco Alemanno, cinque mesi dopo il suo insediamento una turista è stata stuprata sotto gli occhi del marito. Li hanno quasi ammazzati. Vengono in mente i casi di Luigi Moriccioli, morto dopo l’aggressione dell’estate scorsa, e quello di Giovanna Reggiani, uccisa a ottobre. Roma è ancora una città insicura.
“No, questo è un episodio limite.”Perché “limite"?
“Non stavano uscendo da una stazione della ferroviaria né andavano sulla ciclabile, come la Reggiani e Moriccioli. Se due turisti vengono a Roma in bicicletta e si vanno ad accampare in un posto abbandonato da dio e dagli uomini dopo aver chiesto consiglio su dove mettere la tenda a un branco di pastori immigrati, ebbene è difficile garantire loro la sicurezza. La loro è stata una grave imprudenza".
Su queste e altre frasi parte una bufera. Le opposizioni insorgono e gliene dicono di tutti i colori. Storace lo difende. Lui al TG regione, attacca di nuovo e accusa la sinistra di essere colpevole di non avergli dato appoggi.
Questo il quadretto quando mi accingo a vedere il tg1 delle 20. Un ampio pezzo sulla salute dei due turisti, poi uno sugli immigrati che vivono in zona. Punto. Poi passiamo allla Giorgia. Di Alemanno, delle sue parole, della polemica non c’è traccia.
Un nuovo modo di fare informazione? Una svista? Una suddivisione dei compiti? Un capo redattore in ferie(mentali)? Riotta, se ci sei batti un colpo!
Sragionando di TG
Dieci giorni di vacanza sono un tempo sufficiente per stilare una sorta di censimento dell’informazione televisiva che riserva una qualche sorpresa.
Comincio con Mesiaset. Il tg5 è un indigeribile fritto misto dove si cerca di copiare l’originale primigenio di Mentana, senza riuscirci. Il Tg4 è una replica del Muppet show con momenti di puro divertimento che nulla hanno a che fare con l’informazione. Di Studio Aperto è inutile parlare.
Passiamo alla Rai, la tv pubblica,quella dove molti di noi pagano il canone. E’ vero i giornali di partito sono scomparsi sostituiti da altrettanti tg che rispondono a logiche diverse. Il Tg1, nella migliore tradizione è del governo, chiunque lo occupi. Il Tg2 è di AN, punto. Il Tg3 è di centro sinistra, quindi in preda a svariate pulsioni.
RaiNews24, la grande macchina della televisione multimediale, costruita con tenacia e con pazienza da Roberto Morrione, vivacchia tentando di smarcarsi dall’ingombrante eredità.
Del Tg la7 ho già parlato in un post precedente. Ed ecco la sorpresa: Sky tg24. impermeabile all’ideologia, al governo, alle pressioni politiche fa informazione. Notiziari agili e sintetici, ancora immaturi, ancora un po’abborraciati ma vera informazione. E anche gli approfondimenti cominciano ad uscire dalla sabbia e fanno vedere rametti robusti. Onore al vicedirettore Ivano Santovincenzo e a quella straordinaria e dolcissima macchina da guerra che si chiama Giovanna Lio. Chapeau.
Distribuzione: sull'orlo di una crisi di nervi
Le rese delle riviste di settore toccano ormai il 70 per cento. Eppure è impossibile produrre di meno o consegnare di meno all’edicolante. Chi ha tentato l’esperimento è stato punito con un ulteriore calo delle vendite. Il mio informatore, che chiede di restare anonimo, dice che la gran parte dei distributori sono in crisi profonda. Ormai non esiste più giornale mensile o settimanale, di settore o di categoria che non metta un gadget allegato al giornale. Stampa drogata che non riesce a disintossicarsi. A questo si aggiunge il calo degli acquisti da parte dei lettori in difficoltà economica o delusi dalla qualità dell’informazione. E allora, ho domandato, quali strategie per uscire dalla crisi? Incassare la testa tra le spalle e aspettare che passi, è stata la risposta. E internet ? Ho insistito. Intrnet è ancora un oggetto sconosciuto dalla maggior parte degli utenti.
Postato da Luca Ajroldi
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Lo sconcertante silenzio sulla 7
di Luca Ajroldi
Ho diretto quella tv quando ancora si chiamava TMC. Ne proposi il cambio di nome con il marchio La7 ( il settimo pulsante sul telecomando) e fui respinto con perdite dalla parte talebana di una redazione vivace e vitalissima. Alcune firme autorevoli sono figlie di mie scelte che ancora rivendico con piacere e con un pizzico di orgoglio. Sono legato a quella redazione che ha saputo lottare e reagire ad un editore che non l’amava e ad un altro che l’ha vissuta come un peso e non come una risorsa.
Oggi vogliono ridurre, tagliare l’informazione con la scusa di riequilibrare le spese. Balle. grandissime balle. Riducessero i costosissimi appalti o le semi-faraoniche trasmissioni per tagliare i costi, non il tg o l’informazione. La verità, nuda e cruda, è che si è ridotta la raccolta pubblicitaria, si sono ridotti gli investimenti in spot e Mediaset non vuole cedere neanche un centesimo ad altri player. Specie se liberi, indipendenti e bravi.
Lo strapotere del duopolio
di Giuseppe Giulietti
L`associazione Articolo21 esprime la più convinta solidarietà alla redazione de La7 che, per l`ennesima volta è costretta a richiamare l`attenzione sui problemi di una emittente che tanto ha dato e ancora potrebbe dare alla comunità nazionale. Il silenzio che sta circondando questa vertenza è un ulteriore testimonianza dello strapotere del duopolio considerato ormai l`unica realtà esistente. Se la stessa vertenza si fosse consumata alla Rai o a Mediaset si sarebbe acceso un infuocato dibattito. Ci auguriamo, che, almeno in sede aziendale il confronto possa essere immediatamente riaperto per approdare non solo a risultati soddisfacenti per le parti ma anche al rilancio di un progetto informativo libero ed autorevole (per il quale la redazione del La7 è stata ed è rigorosa interprete) del quale si avverte sempre più il bisogno in un panorama dominato dai conflitti di interesse e da un limitato pluralismo aziendale.
Postato da Luca Ajroldi
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Intercettazioni
Ovunque si scriva, qualunque strumento di scrittura si usi.
Per l’Unione Cronisti rimane tutto intero l’allarme per l’intenzione del governo di impedire che i cittadini siano correttamente, compiutamente e tempestivamente informati sull’andamento delle inchieste giudiziarie. Il fatto che non abbia fatto ricorso al decreto legge per anticipare e fare entrare immediatamente in vigore le norme contenute nel disegno di legge trasmesso alla Camera, infatti, non costituisce un ripensamento sul merito del problema, ma solo la constatazione che non c’erano i tempi e le condizioni politiche, istituzionali e sociali per forzare la mano.
Resta quindi del tutto attuale l’elaborazione teorica e politica che l’Unci, in raccordo con Fnsi e Ordine dei Giornalisti, ha fatto sulle norme del disegno di legge che impedirebbero ai cittadini di essere messi a conoscenza di scandali, ruberie, malasanità, malversazioni pubbliche e private e ai cronisti di adempiere al loro dovere professionale ed etico di riferire la verità sostanziale dei fatti. Verità che non ha bisogno, in quanto tale, di essere accompagnata da particolari ininfluenti ai fini della conoscenza delle vicende e degli sviluppi delle inchieste, in particolar modo di quelli relativi a persone non coinvolte nelle indagini.
L’Unci conferma perciò il programma di mobilitazione di cittadini e giornalisti che per adesso prevede, dopo il corteo a Venezia del 28 giugno, iniziative il 15 luglio a Viareggio, il 19 luglio a Milano, il 30 agosto a Latina, il 15 settembre a Firenze.
I cronisti confidano che la pausa estiva induca governo e forze politiche a rivedere l’attuale impostazione e a garantire ai cittadini il diritto di essere informati e sono convinti che a questo fine potrà rivelarsi molto utile l’azione dei Presidenti del Parlamento.
da articolo21
Prima conferenza internazionale di Communia
COMMUNIA, la Rete europea sul pubblico dominio digitale, terrà la sua prima conferenza internazionale a Louvain-la-Neuve, Belgio (30 km. a sud di Bruxelles) lunedì 30 giugno e martedì 1. luglio 2008.
Sotto il tema generale del Pubblico dominio nell’era digitale, l’evento esaminerà in dettaglio l’impatto sociale ed economico delle iniziative di “open access” avviate recentemente in Europa. Si parlerà dei successi e dei fallimenti di pratiche locali ed esperimenti istituzionali esistenti in quest’ambito, nonché di analoghe attività sviluppate dai partner del network stesso.
Organizzato in collaborazione con Commons for Science - EU activities (GICSI-EU), la conferenza prevede fra l’altro sessioni su librerie digitali e informazione scientifica, la situazione del settore pubblico e i costi dell’open access, le licenze per le opere creative e il percorso verso i “Digital Commons".
Tra i relatori presenti: Paul David (Senior Fellow, Oxford Internet Institute), Rishab Ghosh (Senior Researcher, UNU-Merit), Eric Brousseau (Université de Paris X), Karel De Vriend (European Commission, Directorate General for Informatics), Marco Ricolfi (Università di Torino), Philippe Aigrain (Sopinspace, Society for Public Information Spaces).
L’evento è gratuito e aperto al pubblico.
Lingua ufficiale l’inglese.
Info: press@communia-project.eu
Per ulteriori informazioni e il programma dettagliato: Communia-project
Un violento attacco alla libertà sul web: il caso Ruta
L’on. Beppe Giulietti presenta una interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia.
Sulla sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Modica per “stampa
clandestina", che sta suscitando proteste e allarme nel mondo della
comunicazione e nell’opinione pubblica, si ha un primo importante
risvolto in sede istituzionale. Una interrogazione parlamentare, cui è
invitato a rispondere il Ministro della Giustizia, è stata presentata
infatti, con procedura d’urgenza, dall’on. Giuseppe Giulietti, deputato
dell’Italia dei Valori. Eccone il testo, pubblicato dalla Gazzetta
Ufficiale del 25 giugno 2008. Codice Rif. 4-00458.
Al Ministro della giustizia. -
Per sapere - premesso che:
lo storico siciliano Carlo Ruta è stato condannato penalmente, per
«stampa clandestina», per aver gestito un sito di documentazione
storica e sociale www.accadeinsicilia.net, in sostanza un blog, di cui
peraltro era stata comprovata, dalla polizia postale di Catania, cui
era stato conferito l’incarico degli accertamenti, la non regolare
periodicità negli aggiornamenti;
la sentenza di condanna, a una pena pecuniaria e al pagamento delle
spese processuali, è stata emessa l’8 maggio 2008 dal giudice Patricia
Di Marco, presso il tribunale di Modica, sezione penale, dietro
denuncia presentata in data 10 dicembre 2004, dal procuratore della
Repubblica presso il tribunale di Ragusa Agostino Fera. In tale
denuncia, il magistrato asseriva che «il sito www-accadeinsicilia.net
risulta immesso e mantenuto in rete in palese violazione e contrasto
con la normativa vigente, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 marzo
2001». Precisava altresì: «Non può nutrirsi dubbio alcuno… che il
sito in questione, per le caratteristiche di periodicità delle
pubblicazioni ivi contenute e per il carattere prevalentemente
informativo che lo connota, sia da ritenersi per intero assoggettato
alla vigente legge sull’editoria e, come tale, allo stato di fatto,
contrastante con le norme di cui alla legge 8 febbraio 1998 n. 47»;
il dott. Carlo Ruta attraverso il sito sopra detto, oscurato
d’autorità, oltre che con vari libri d’inchiesta, negli anni recenti ha
passato al vaglio e documentato fatti storici di indubbia rilevanza,
come quello di Portella della Ginestra, ma anche temi scottanti e
insoluti giudiziari del nostro paese. E in tale quadro d’investigazione
ha contribuito a riportare all’evidenza pubblica il caso del
giornalista siciliano de L’Ora Giovanni Spampinato, ucciso a Ragusa nel
1972, pubblicando e rendendo disponibili documenti giudiziari che per
trent’anni erano stati inaccessibili all’informazione (in parte
presenti oggi sul sito www.leinchieste.com);
tale sentenza, unica in Italia e in tutta Europa, sta creando allarme
nell’opinione pubblica nazionale e in particolare nel mondo della
comunicazione, per gli effetti devastanti che potrà avere sul terreno
dei diritti di critica e delle libertà riconosciute nel nostro paese,
tenuto conto che, secondo la logica prevalsa, la quasi totalità dei
siti web italiani, per il solo fatto di esistere, potrebbero essere
considerati fuorilegge, in quanto appunto «stampa clandestina», e ciò,
secondo l’interrogante, in spregio a ogni regola della democrazia;
nel nostro paese la libertà di espressione è garantita dalla Carta
Costituzionale e la libertà sul web è inscindibile dalle libertà e dai
diritti che sono propri di un paese democratico;
per la prima volta è stato varcato un limite, che non può lasciare
indifferenti le istituzioni democratiche del nostro paese-:
se intenda assumere iniziative normative per definire adeguatamente la
disciplina della materia.
Per infomazioni:
www.giornalismi.info/vocilibere
accadeinsicilia@tiscali.it
347.4862409
Global Voices Online
Venerdì 27 e sabato 28 giugno convergeranno a Budapest, decine di blogger, cittadini e attivisti soprattutto dai Paesi in via di sviluppo per il Summit annuale di Global Voices Online. Uno dei progetti di citizen media finora più riusciti, Global Voices ha l’obiettivo di “dare voce a chi non ha voce", amplificando e rilanciando quelle notizie spesso trascurate dai grandi media.
Lanciato ad un convegno di blogger internazionali svoltosi a fine 2004 presso il Berkman Center (Harvard University), oggi Global Voices Online opera come ente non-profit indipendente su base volontaria, viene tradotto in 15 lingue e ha dato vita a importanti progetti a latere (Rising Voices, Voices Without Votes, etc.)
I temi specifici affrontati nel Summit riguarderanno l’applicazione dei citizen media e degli strumenti del Web 2.0 in una varietà di situazioni, dalle campagne elettorali alle catastrofi naturali alla creazione di comunità d’intenti. Ampio spazio anche per le questioni legate alla libertà d’espressione online, a cui verrà dedicata buona parte della prima giornata dei lavori.
Fra i numerosi relatori previsti a Budapest, da segnalare Ethan Zuckerman, esperto di tecnologie per il Terzo Mondo, e Rebecca MacKinnon, già giornalista di CNN, entrambi co-fondatori di Global Voices Online.
Nel corso del Summit sarà annunciato anche il lancio ufficiale della localizzazione italiana, coordinata da Bernardo Parrella, giornalista, attivista e traduttore di testi fondamentali della cultura digitale. La versione italiana, già in rodaggio da alcune settimane, conta una decina di volontari, tra cui traduttori professionisti ed esperti di nuovi media.
Il Summit di Budapest potrà essere seguito in diretta su web e tramite altri servizi di social media.
Maggiori informazioni:
Global Voices Online: http://globalvoicesonline.org
GVO Summit: http://summit08.globalvoicesonline.org/
Sito italiano: http://it.globalvoicesonline.org
Contatti per la versione italiana:
Bernardo Parrella - bernardo.parrella@gmail.com
Eleonora Pantò - eleonora.panto@gmail.com
Lucie Marie Dorion Mengozzi - ludorion@hotmail.com




